Descrizione
In questo testo Salvatore Brizzi racconta i suoi primi incontri con l’iniziata Victoria Ignis, che per diversi anni svolgerà nei suoi confronti il ruolo di maestra spirituale, trasmettendogli i principi del lavoro su di sé e sottoponendolo a prove di vario genere.
Tali incontri vengono descritti dall’autore come «a metà strada tra il reale e l’irreale. Pur essendo seduti insieme al tavolino di un bar o sui sedili di un treno, lo scorrere del tempo era alterato. Talvolta, dopo aver trascorso una giornata insieme a lei, l’esperienza assimilata dal mio cervello fisico si poteva riassumere in poche frasi, mentre altre volte, quando tornavo a casa ero in grado di riportare sul quaderno dei miei appunti ogni sua singola parola».
“Alcuni incontri – compreso il primo, avvenuto mentre passeggiavo nel parco di fronte a casa mia – avvenivano in un’aura di sogno, su un piano sia fisico che non-materiale, e io, pur restando nel mezzo della città, al contempo mi ritrovavo all’interno di quella che può essere descritta come un’aula scolastica molto vasta, ma più simile a un tempio che a una moderna aula”.











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