Descrizione
Margaret Murray, in questo saggio pionieristico che venne pubblicato nel 1921, e che qui si ripropone, sostenne per la prima volta la tesi secondo cui la stregoneria risalirebbe all’epoca precristiana. La studiosa propose di chiamare il culto delle streghe come “culto di Diana”, in riferimento alla divinità lunare romana, Signora delle selve e delle fiere, protettrice delle donne, vergine e cacciatrice.
In altri termini le cosiddette streghe rappresenterebbero un retaggio di una “religione” ancestrale connotata da matrice femminile-lunare e diffusa presso i popoli dell’Europa Occidentale in una fase storica preagricola, dunque persino antecedente allo sviluppo dell’agricoltura quale sistema preminente per l’approvvigionamento del cibo.
Con l’affermarsi del monoteismo cristiano in epoca storica, tale retaggio venne diffamato e perseguitato.
L’Operasi caratterizza principalmente come una raccolta di testimonianze: l’Autrice scelse di trattare le deposizioni delle accusate di stregoneria come dati etnografici, per mezzo di un approccio antropologico privo di pregiudizi, senza tralasciare dettagli apparentemente impressionanti o illogici.
Riportando, con estremo rigore e dovizia di dettagli, tali testimonianze dirette sino ad allora inedite, Margaret Murray mostrò come i culti delle streghe fossero connessi alla natura, alla fertilità e disponessero di attributi profondamente gioiosi: aspetto, quest’ultimo, in genere frainteso e travisato dagli inquisitori e dall’opinione comune.
Un libro in grado di svelare, tra le righe, ciò che è stato realmente e ciò che è stato negato.
Margaret Alice Murray (Calcutta, 1863 – Londra, 1963) fu egittologa di importanza internazionale, archeologa, antropologa. Partecipò a diversi scavi archeologici in Egitto e in Palestina. Nel 1924 venne nominata professore assistente alla cattedra di Egittologia presso lo University College di Londra, carica che mantenne sino al 1935. Nell’ambito delle indagini antropologiche fu determinante l’influenza di James Frazer, il celebre antropologo che con Il Ramo d’oro (1915) gettò le basi dei successivi studi di mitologia e religioni comparate. La fama di Margaret Murray è dovuta principalmente alle ricerche sulla stregoneria europea, culminanti con due opere di primissimo piano: The Witch Cult in Western Europe (Le streghe nell’Europa occidentale, 1921) e il successivo The God of the Witches (Il Dio delle streghe, 1933). Tra il 1953 e il 1955 divenne Presidente della Folklore Society di Londra. Morì pochi mesi dopo il suo centesimo compleanno, lasciando molteplici scritti che costituiscono, tuttora, un contributo imprescindibile per un’indagine autentica sulla stregoneria.











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