Descrizione
Credenze magiche, antiche feste, superstizioni e riti di una volta nei più significativi scritti etnografici dell’autrice sarda
A cura di Dolores Turchi
Questo volume raccoglie i migliori scritti etnografici di Grazia Deledda, nei quali rivive una civiltà agropastorale ormai scomparsa: la Sardegna di fine Ottocento, che conserva ancora intatto il carattere primitivo di un’antica terra regolata da leggi ferree e da consuetudini millenarie. Rivivono in queste pagine le antiche tradizioni, le credenze magiche, le superstizioni che fanno parte del bagaglio culturale di un popolo ancora lontano dalla tecnologia, i suoi momenti di gioia e di dolore, accompagnati da canti estemporanei che scandivano il tempo della festa e quello del lutto, le battorinas e gli attitidos. Riso e pianto di un popolo che esprimeva la sua saggezza e la sua filosofia attraverso la millenaria esperienza dei proverbi, che considerava i miti veri come la storia, altrettanto pronto a vendicarsi per le ingiustizie subite quanto a ricambiare generosamente il bene ricevuto. Un popolo che manifestava una religiosità rigida, delimitando con uno spartiacque preciso il bene e il male. L’incanto di una vita primitiva, allietata dalle feste campestri fatte di suoni e di colori, a contatto con una natura incontaminata, ove ogni rudere nascondeva un tesoro e ogni santuario aveva la sua leggenda.











Apatite
Quarzo Ialino - Cristallo di rocca
Vocabolario
Calcite gialla
Astrologia Umanistica
Animali di Sardegna, gli Insetti
Iniziazione alle Energie degli Arcangeli
Storia dell'Igienismo Naturale
L'Enigma del Destino rivelato dalla Mano
Yoga nel Cuore dei Bambini
Le Energie della Terra e dell'Universo
La festa della bellezza. La cavalcata sarda
La Quinta Via
Kryon L'Amore degli Angeli
Tutto è perfetto
Dumortierite
Kryon Rivelazioni sul 2012 e la Nuova Era
Felicità
Calcedonio
Il Sogno di Maria Maddalena
Intervista con Gesù
Arte in Sardegna
Alla mensa dei nuragici
Agata