Descrizione
Joséphin Péladan è stato certamente tra le figure più bizzarre di quell’ambiente spirituale e culturale di stampo simbolista che permeò la Parigi di fine ‘800.
Personaggio noto per le sue stravaganze e gli abiti dalle molte fogge, Péladan fu invero uomo di gran fede, fine teologo, storico preparato, critico d’arte appassionato, romanziere di successo e drammaturgo sopraffino.
Grandi figure della sua epoca vennero a lui per ricevere un po’ di luce; tra queste basterà citare Stanislas de Guaita, Jean Delville, Alexandre Séon, Claude Debussy, Eric Satie, Paul Verlaine, August Strindberg.
A torto tacciato di eresia, egli fu profondo conoscitore del lascito sapienziale custodito dalla Chiesa e dalla Tradizione occidentale; eredità che seppe illustrare magnificamente in una profetica Etopea in 21 romanzi e in un imponente Anfiteatro delle Scienze Morte in 7 volumi.
In questo libretto si è voluto condensare alcune pagine dei suoi scritti, riguardanti soprattutto la via tradizionale, la voluttà, l’iniziazione, l’estetica e un commento al Libro di Enoch; inoltre sono stati aggiunti due testi inediti: Ritorno da Samotracia, dialogo iniziatico, e una profezia sull’Anticristo e gli ultimi giorni.
Il lettore potrà così sfogliare un libro che, più che un libro, può dirsi un prezioso faro a rischiarare la tenebra in cui si contorcono le menti ottenebrate dei moderni cercatori di verità.











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