Descrizione
Con il suo stile ammaliante e coinvolgente, dosando con sapienza narrazione e riflessioni sui grandi temi della vita, l’Autore ci racconta, senza veli e senza astrattismi, come trasformare la propria coscienza e il proprio corpo in un laboratorio sempre all’opera. Dalla meditazione alla magia cerimoniale, dalle esperienze di alterazione della percezione all’erotismo magicomistico e alle possessioni dionisiache, in un mosaico di esperienze in continua oscillazione tra le vette e gli abissi, questo libro si rivela un lungo e affascinante viaggio lungo le tappe di costruzione e dissoluzione dell’edificio della propria interiorità.
Un testo che è pura pratica di vita, in cui ciascuno può ritrovare chi è, chi è stato, chi avrebbe potuto essere e chi vorrebbe divenire. Una guida all’esplorazione della propria coscienza attraverso l’esperienza, il racconto, il confronto, lo scontro, l’attrazione e la repulsione, in grado di risvegliare la consapevolezza della vita in quanto vita, al di là del bene e del male in ogni suo singolo istante.
«L’oppositore si trova a separare, sottrarre, togliere, eliminare, fino a fare spazio. Uno spazio vuoto. Quel vuoto è la chiave. Un vuoto che rispecchia perfettamente l’assenza di qualunque cosa riconducibile a se stessi. Un momento in cui, non volendo alcunché o forse volendo proprio il nulla, si può creare. Ripartire da se stessi credendo di esser fatti in un certo modo è un’illusione: ci si deve creare ex novo. Perché fuori dal vuoto, aperto dalla strategia della distruzione dei condizionamenti esterni, non si esiste affatto. Non c’è alcun sé ad attenderti dopo la fatica della guerra. Ciò che non puoi trovare, lo devi creare».











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